di Erica Baldaro
Nelle profondità del mio ventre
sguazza uno squalo
nascosto tra alghe di carne.
Gli hanno scattato una foto
e poi me l’hanno fatta vedere.
Non sorride nemmeno
come di solito si fa per le foto.
Quello è il tuo squalo, mi hanno detto
e gli hanno dato un nome che io non avrei scelto.
Ma non ho scelto nemmeno di portarmelo dentro
di portarmelo addosso.
So solo che è lì da qualche parte
e che tutti i mostri sono umani
e che prima o poi andrò a prenderlo
e mi appenderò le sue zanne al collo.
Ma fino ad allora nessuno guardi il mio squalo,
tanto per adesso mastica in silenzio
e se io tremo
ci sono altri mostri a cui dare la colpa.
martedì 26 marzo 2019
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